Letture · Un'anima su carta

Posso scrivere i versi più tristi stanotte #poesia

Esistono delle giornate in cui è giusto ricordare. A volte anche sapere di aver provato/poter provare qualcosa o di avere ottenuto e/o potere ottenere qualcosa ieri, oggi, domani (?) è importante. E’ importante rileggere degli inizi, delle fini, dei trascorsi. E’ importante sapere che nonostante tutto, nonostante tutti, si è ancora qui e si abbia vissuto; non importa se con o controcorrente. Intensamente a volte. In alcuni casi basta ricordare di essere rimasti a galla. E’ importante sapere di poter riguardare se stessi, pur avendo gli stessi occhi perché la loro luce rifletterà le stesse emozioni e situazioni diversamente. Perché la verità, è che non ci si abitua mai ad un ricordo. Anche le più piccole sfaccettature del nostro stato d’animo, lo renderanno sempre diverso. Ed è inutile negarlo, anche i ricordi possono tenere compagnia.

Fonte: http://love-personal.tumblr.com/
Fonte: http://love-personal.tumblr.com/

Vi lascio a questa meravigliosa poesia di Neruda.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio: “La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza”.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa io l’ho tenuta tra le braccia.
L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.

Sentire la notte immensa, ancora più immensa senza lei.
E il verso scende sull’anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna di averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d’allora, già non siamo gli stessi.

Io non l’amo più, è vero, ma quanto l’ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D’un altro. Sarà d’un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l’ho più, è vero, ma forse l’amo ancora.
E’ così breve l’amore e così lungo l’oblio.
E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d’averla persa.

Benché questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

 

Pablo Neruda, Venti poesie d’amore e una canzone disperata

Un abbraccio a tutti quelli che sono ancora capaci d’amare,

Carla

 

 

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5 thoughts on “Posso scrivere i versi più tristi stanotte #poesia

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